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Ancora una volta una brillante affermazione degli studenti del liceo Mariano Buratti che hanno partecipato al concorso nazionale di letteratura italiana “I Colloqui fiorentini”, in gara con duemilatrecento studenti di tutta Italia. La ventitreesima edizione, dedicata a Giovanni Pascoli, li ha visti conquistare il primo premio della sezione “tesina triennio”, con il lavoro di gruppo di Viola De Corneliis, Emanuele Maggini e Carlotta Taurchini, dal titolo “Il soffio potente d’un fatale andare”.

Il presidente della giuria, prof. Simone Magherini dell’università di Firenze, ha così motivato la scelta: Tra i molteplici percorsi possibili nell’opera di Pascoli, l’elaborato si sofferma su un aspetto particolare dei personaggi. Tutti, da siche ad Ofisse fino ad Alessandro Magno, sono pellegrini in viaggio, ugualmente spinti nel loro “infinito errare” dalla curiosità, elemento costitutivo della condizione umana. Si tratta, dunque, più propriamente di uomini e di donne, non di eroi o eroine. Solamente la sosta durante questo viaggio senza meta lascia emergere l’unico mezzo di cui l’individuo dispone: la memoria, custode dei sacrifici e degli sforzi compiuti, elemento d’unione tra l’io e coloro che non ci sono più. Il pellegrino in viaggio riassume la condizione di un moderno homo viator, insoddisfatto e mosso dall’esigenza del vero, ma allo stesso tempo intrappolato da un “forte senso di inadeguatezza” rispetto a ciò che la realtà sconosciuta rappresenta.

Oltre al primo premio, il Buratti si è aggiudicato anche una menzione d’onore con la tesina degli studenti Pietro Biello, Eva Erasmi, Sofia Guidarelli e Eugenio Rossi (già piazzatisi al secondo posto lo scorso anno con un pregevole lavoro su Calvino) dal titolo “Dall’ultimo sfacelo un astro nuovo emerga. Noi e Pascoli: un messaggio di speranza per il nuovo millennio”.

Ma non basta: la studentessa Viola De Corneliis ha anche ottenuto il secondo premio nella sezione narrativa con un suo bellissimo racconto, “Ponti tra le isole”, selezionato dal prof. Gino Tellini dell’università di Firenze. La vicenda vede protagonisti due amici conosciutisi per caso, Cosmo e Valerio. Il primo, chiuso in sé, sospettoso, separato dagli altri; il secondo, non vedente, estroverso ed aperto, entusiasta di esistere, in affettuosa comunione con il prossimo e con la realtà circostante. La pesantezza e il male di vivere non sono un fatto fisico, ma un fatto mentale, e sarà proprio Valerio a far vedere la luce all’amico Cosmo.

Il racconto – si legge nella motivazione del premio – è statico e senza svolte, ma saldo, originale e scava dentro.

Gli studenti del Liceo classico e linguistico Buratti più che mai sugli allori, dunque, per la soddisfazione di tutti, a cominciare dalla preside Clara Vittori e dal professor Gianluca Zappa, che dal 2008 porta avanti il progetto dei “Colloqui fiorentini”.