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A tre mesi dal temuto esame di maturità, la maggior parte dei muri delle classi quinte è tappezzato di liste e mappe concettuali. Gli snodi tematici sono diventati l’incubo di tutti: studi un artista, ed è subito “Dove potrei inserirlo?”.

Alcune classi, avendo scoperto i tematismi nei mesi di ottobre-novembre, si cimentano in questo quiz già da tempo. Sembra di giocare a mosca cieca/Marco Polo, più che di lavorare per gli orali della maturità. Spesso questo esercizio diventa occasione di risate, un bingo che sprona noi alunni a indovinare se Goya rientrerebbe ne “il doppio” oppure no (si invita il gentile pubblico ad indovinare il nesso).

Per chi, invece, è venuto a conoscenza degli snodi solo recentemente, con gli ultimi consigli di classe, è stato per lungo tempo un gioco a freccette totalmente alla cieca, facendo riferimento solo a voci di corridoio e ai soliti temi dell’ambiente, della donna e del famoso “male di vivere”. A quest’ultimo, in verità, sono soggetti  più gli alunni che Baudelaire, con le nuove aule dipinte che non si possono rovinare con lo scotch delle mappe tematiche.

È quindi forse il momento di confessare che l’incipit di questo articolo è una bugia: abbiamo quasi tutti dei fogli e dei cartelloni pieni di snodi, ma giacciono inerti sui banchi vuoti delle aule o sulle cattedre, in trepidante attesa di un adesivo che non rovini la nuova vernice. E di collegamenti risolutivi per ogni snodo. Soprattutto per “il doppio”…

 

Agnese T.

a.s. 2023-24