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La Viticoltura nella Tuscia

Caratteristiche del territorio della Tuscia e la sua produzione vinicola

La Tuscia: una zona geografica che abbraccia gran parte del centro Italia. 

E’ situata al nord del Lazio e comprende l’intera provincia di Viterbo. Con i suoi 3.612 km², viene percorsa da territori geografici con caratteristiche distanti tra loro ed al suo interno possiamo trovare microclimi, ambienti e temperature diverse che donano ai vini sfumature e colori particolari e nuovi.

 

Il legame indissolubile tra vino e territorio ha originato la cosiddetta Doc, Denominazione di Origine Controllata, con la quale si intende “il nome geografico di una zona viticola particolarmente vocata utilizzato per designare un prodotto di qualità, le cui caratteristiche sono connesse all’ambiente naturale ed ai fattori umani”. Una tutela per il prodotto ed il suo territorio di provenienza contro imitazioni da parte di concorrenti esterni. 

 In questo caso sono 4 le aree geografiche della Tuscia da evidenziare:

  • La Maremma laziale, nella zona pianeggiante della costa adriatica, da qualche anno si stanno coltivando interessanti vigneti di Syrah. Un’area ben esposta e caratterizzata da una buona intensità idrica;
     
  • L’alta Tuscia, al confine con la Toscana, è un’area collinare di origine vulcanica. L’attività magmatica ha dato origine negli anni a territori unici nel loro genere con una spiccata  mineralità, caratteristica che si trova in tutti i vini locali.  (Est!Est!!Est!!! e l’aleatico di Gradoli);
 
  • La zona dei Monti Cimini, che circonda il lago di Vico è formata per lo più da aree verdi e boschi secolari, alcuni diventati anche patrimonio dell’UNESCO come la Faggeta vetusta di Soriano nel Cimino. ( Vignanello DOC); 
 
  •  La Zona del delta del Tevere, al confine con Orvieto. La presenza del Tevere, la ricchezza dovuta alla forte attività vulcanica passata, hanno reso i terreni ricchi di minerali favorevoli per la vite. (Grechetto).   

 

Per queste sue caratteristiche la Tuscia è stata da sempre la culla di tantissime culture e tradizioni, creando così un’aura di leggenda e suggestione che ben si sposa con la sua ricchezza paesaggistica, enogastronomica e culturale. 

I MARCHI DI QUALITÁ

Indica vini prodotti in aree generalmente ampie;

le uve da cui è ottenuto provengono per almeno l’85% esclusivamente da tale zona geografica.

Non è un vero e proprio marchio poiché comune ad una grossa varietà di prodotti;

 certifica la zona di origine e delimitata della raccolta delle uve utilizzate.

E’ un marchio italiano che indica al consumatore l’origine geografica di un vino;

il nome della DOCG è indicato obbligatoriamente in etichetta.

Il contratto di lavoro

Prima di iniziare un rapporto di lavoro si devono definire con il datore di lavoro le modalità generali di svolgimento della prestazione lavorativa (come, ad esempio, orario, luogo di lavoro, ecc.) e alcuni aspetti che regolano il contratto (il più importante è la durata).

Su questi aspetti la normativa e i CCNL (contratti collettivi nazionali del lavoro) prevedono già una serie di possibilità alternative sotto forma di specifiche tipologie contrattuali.

Esistono differenti contratti di lavoro, i quali si suddividono nelle seguenti tipologie:

  • Lavoro dipendente;
  • Lavoro parasubordinato;
  • Lavoro autonomo;
  • Lavoro occasionale.

 

Chi svolge un lavoro dipendente (o subordinato) svolge il proprio lavoro, intellettuale o manuale, alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore, il quale in cambio gli eroga una retribuzione.


Sono lavoratori dipendenti: gli operai, gli impiegati, i quadri, i dirigenti che lavorano in un’azienda o in un ente pubblico o privato.

Il lavoro “parasubordinato”, che intercorre tra due soggetti, il “collaboratore” (ossia chi presta l’attività lavorativa) e il “committente” (ossia chi beneficia dell’opera lavorativa), si definisce come tale perché presenta caratteristiche proprie del lavoro autonomo e del lavoro subordinato. 


Il collaboratore si impegna a compiere un’opera o un servizio a favore del committente, senza alcun vincolo di subordinazione.

Il lavoratore autonomo o indipendente è colui che si obbliga a compiere, a fronte di un corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente. 

Sono lavoratori autonomi gli imprenditori, i coltivatori diretti, i commercianti, gli artigiani, i liberi professionisti.

Il lavoro di prestazione occasionale nel caso di attività professionale o d’impresa a carattere occasionale o saltuario e di ridotta entità deve essere
stipulato un contratto di prestazione occasionale, detto anche “PrestO”.
Possono utilizzare il Contratto di prestazione occasionale (Cpo): imprese; liberi professionisti; lavoratori autonomi: associazioni, fondazioni e altri enti di natura privata; Pubbliche Amministrazioni.

Prosecco & Prosek

In tema di tutela dei prodotti italiani è la diatriba a proposito del riconoscimento del marchio del Prosek croato da parte dell’Unione Europea, a gravissimo discapito dell’unico vero Prosecco (almeno attualmente), ossia quello italiano. Tuttavia, poiché la nostra intenzione è di non influenzare il lettore, ci limiteremo a raccontare come si sono svolti e si stanno svolgendo gli eventi, lasciando parlare e giudicare direttamente le maggiori fonti giornalistiche che trattano l’argomento.
Tale questione è dibattuta già da qualche tempo, e la battaglia continua ad andare avanti a colpi di dossier e documenti storici.

Facciamo però un passo indietro, cercando di capire cosa sia il Prosek: “Nella tradizione croata, una bottiglia di questo vino veniva prodotta il giorno in cui nasceva un bambino e, una volta messa sotto terra, sarebbe stata poi disseppellita e consumata il giorno del suo matrimonio.” Wikipedia. Di conseguenza parrebbe non esserci alcun elemento che danneggi il Prosecco italiano a Denominazione di Origine Controllata prodotto in Veneto ed in Friuli, come spiega Leo Gracin, il presidente del Consorzio del vino della Dalmazia.